24/02/2017

Una vita chiamata Esamat...


Presente!

Sono Renato Quaini, socio in questa avventura che tutti voi chiamate Esamat ma io chiamo VITA!

Relazioni, confronti, esperienze, attitudini che studiano strategie, prendono decisioni, riflettono, agiscono … giorno dopo giorno .. “FORMANO” quella che era una bella idea e che oggi si veste di giallo e grigio e si fa chiamare Esamat.

Oltre al ruolo dirigenziale mi occupo di tutto ciò che gravita attorno al mondo del calcestruzzo, dalla realizzazione dello stesso alla realizzazione di pavimenti industriali, alle demolizioni agli scavi. Supervisiono in qualità di direttore l’ufficio tecnico e mi occupo delle risorse umane di Esamat.

Esamat nasce da un’idea il cui seme era ed è tuttora rappresentato dal desiderio di voler creare una realtà non unica ma, piuttosto, differente. Una realtà che mettesse al centro la persona perché oggi il mercato è dominato dalle relazioni prima ancora che dalla domanda e dall’offerta. Ecco perché tanta attenzione alla formazione del personale incluso i dirigenti, ed ecco perché prima ancora del prodotto offriamo il servizio. La nostra professionalità non sarà rappresentata dai marchi di qualità che rivendiamo ma piuttosto dalla passione, dalla disponibilità e dalla competenza che offriremo nel dare al cliente la soluzione su misura per soddisfare le sue necessità così come le esigenze tecniche richieste dal lavoro stesso.

E se il seme è stato seminato, l’idea si è sviluppata ed è diventata vita questa continuerà ad evolversi diventando un punto imprescindibile di riferimento per tutte le persone che sentiranno il bisogno di ristrutturare casa e per quelle imprese edili che affidandosi a Esamat potranno soddisfare al meglio i loro clienti.

Insomma, anche se non più in linea con il nuovo presidente americano, mi sento comunque di chiudere quanto detto con queste parole:  yes we can!

Vi invito a seguire il nostro blog per rimanere aggiornati, scoprire nuove tendenze di design, e avere ottimi spunti per dare forma alle vostre idee.


Di: Renato Quaini